ORTOPEDIA

Il termine ortopedia è stato coniato nel 1741, con esso etimologicamente, si intende l’arte di prevenire e correggere le deformità del corpo.
Questa definizione esprime tuttora adeguatamente il carattere preventivo e terapeutico di questa scienza nei confronti delle deformità scheletriche; carattere che essa ancora conserva , pur avendo esteso il suo campo di applicazione alla prevenzione e cura delle deformità secondarie a fratture, lussazioni o altre lesioni traumatiche.
E’ ovvio che nessuna prevenzione delle deformità post-traumatiche è efficace senza un adeguato trattamento iniziale del danno stesso prodotto dal trauma: pertanto la traumatologia dell’apparato locomotore che rappresenta sicuramente la più antica delle scienze chirurgiche deve essere intesa come strettamente connessa all’ortopedia, tanto da rappresentarne un'unica disciplina: La Clinica Ortopedica.
Essa attualmente rappresenta pertanto la branca della medicina che si occupa della prevenzione e del trattamento di ogni alterazione morfologica e funzionale dell’apparato locomotore, sia essa di natura congenita o acquisita.
Clinicamente le alterazioni della normale morfologia corporea si distinguono in: paramorfismi e dismorfismi.
I paramorfismi sono deformità generalmente transitorie, correggibili volontariamente non sostenute da alterazioni delle strutture scheletriche.
Esempi di paramorfismi sono:
  • le deviazioni della colonna vertebrale nel piano frontale (atteggiamento scoliotico) per differente lunghezza degli arti inferiori o per disfunzionalità unilaterale della muscolatura paravertebrale.
  • le modificazioni della volta plantare nei bambini (piattismo).
Queste alterazioni hanno una prognosi funzionale favorevole specie se precocemente diagnosticate e trattate. Se non trattati soprattutto durante l’età dello sviluppo, alcuni paramorfismi possono trasformarsi in dismorfismi per l’instaurarsi di modificazioni strutturali scheletriche. I dismorfismi sono quelle modificazioni della normale morfologia sostenute da alterazioni congenite o acquisite delle strutture osteofibrose; essi non sono correggibili senza un adeguato trattamento ortopedico.
Esempi di dismorfismi sono:
  • Le curvature patologiche della colonna vertebrale nel piano frontale (scoliosi) o sagittale (cifosi) che si accompagnano ad alterazioni strutturali dei corpi vertebrali.
  • Le deviazioni assiali tra i vari segmenti scheletrici o in uno stesso segmento: (varismo, valgismo, recurvato, procurvato).
Questi come altri dismorfismi devono essere trattati precocemente, se trascurati tendono spesso ad aggravarsi provocando un’accentuazione progressiva dei disturbi funzionali.
Discorso a parte merita l’osteoporosi.
E’ necessario ricordare quanto sia importante la salute dell’osso e ribadire il ruolo della prevenzione.
L’osteoporosi infatti è un problema che, dopo i cinquant’anni, colpisce una donna su quattro e un uomo su otto.
Informazione e prevenzione, dunque per un male destinato ad incidere sempre di più sulla popolazione che invecchia, l’osteoporosi infatti colpisce le persone in età avanzata ed è caratterizzata da un aumento progressivo della fragilità dell’osso per via della diminuzione del suo contenuto minerale (i sali di calcio); negli anziani è la principale causa di frattura.
Si pensi che nell’Unione Europea, ogni trenta secondi qualcuno ha una frattura come conseguenza di questa “sindrome”. I dati epidemiologici dimostrano che solo il 50% dei pazienti rimane autosufficiente dopo una frattura di femore e che la qualità di vita successiva viene comunque compromessa.
Presso il Centro è possibile essere sottoposti alla Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC), esame d’elezione nella diagnosi di osteopenia sulla base della quale si può impostare un trattamento medico adeguato. Il Centro con la collaborazione di medici specialisti ortopedici garantisce le seguenti prestazioni in regime di convenzionamento A.S.L.:
  • Visita specialistica

  • Artrocentesi

  • Iniezione di sostanze terapeutiche nell’articolazione

Convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale - Direttore Sanitario Dr. Marco Ladu